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Direttiva Omnibus: verso l'esenzione generalizzata delle ritenute su dividendi, interessi e royalties intra-UE

8 set 2026

La proposta di direttiva Omnibus presentata dalla Commissione europea prevede un significativo ampliamento dei regimi di esenzione da ritenuta per dividendi, interessi e royalties corrisposti tra soggetti residenti nell'Unione Europea. L'obiettivo è eliminare i requisiti minimi di partecipazione e di possesso attualmente richiesti, favorendo una maggiore integrazione del mercato unico e semplificando la fiscalità dei gruppi transfrontalieri.

La proposta di direttiva Omnibus COM(2026) 560 final interviene sulle direttive "Interessi e Royalties" e "Madre-Figlia", introducendo modifiche che, se approvate, potrebbero incidere in misura rilevante sulla fiscalità dei flussi infragruppo all'interno dell'Unione Europea.

La principale novità consiste nella prospettata eliminazione delle soglie minime di partecipazione e dei periodi minimi di possesso oggi richiesti per beneficiare dell'esenzione da ritenuta sui pagamenti transfrontalieri. In futuro, l'esenzione potrebbe applicarsi anche a dividendi distribuiti a società che detengono partecipazioni minoritarie e, per quanto riguarda interessi e royalties, anche in assenza di rapporti partecipativi tra le parti.

Verrebbero pertanto superati gli attuali requisiti del 10% previsti dalla direttiva madre-figlia e del 25% richiesti dalla direttiva interessi e royalties, nonché i relativi periodi minimi di detenzione delle partecipazioni. 

Resterebbe invece necessario che i soggetti coinvolti siano società di capitali residenti nell'Unione Europea.

Per interessi e royalties continuerebbe ad assumere rilievo centrale il requisito della qualifica di beneficiario effettivo del percettore. Gli Stati membri manterrebbero inoltre la possibilità di applicare specifiche clausole antiabuso per contrastare fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva.

La proposta introduce altresì un meccanismo di salvaguardia nei casi in cui i flussi siano destinati, direttamente o indirettamente, verso giurisdizioni che non assoggettano tali redditi a imposizione o li assoggettano ad aliquota nulla. In tali situazioni gli Stati membri potrebbero ripristinare la ritenuta ovvero negare la deducibilità dei relativi costi. La limitazione non troverebbe tuttavia applicazione nei confronti dei gruppi soggetti alle regole sulla minimum tax globale.

Sebbene il percorso di approvazione si prospetti ancora lungo, le imprese con partecipazioni estere, strutture di finanziamento infragruppo o flussi transfrontalieri di royalties dovrebbero monitorare attentamente l'evoluzione della proposta, in quanto le modifiche potrebbero determinare una significativa riduzione degli oneri di withholding tax e una revisione delle attuali strutture di investimento e finanziamento internazionale.

 

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