
Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 42022 del 3 febbraio 2026 prende ufficialmente avvio la possibilità di aderire al regime opzionale di adozione del Tax Control Framework (TCF), previsto dall’art. 7-bis del D.lgs. n. 128/2015.
La novità si rivolge ai contribuenti che non possiedono i requisiti dimensionali per accedere al regime di adempimento collaborativo, ma che intendono comunque dotarsi di un sistema strutturato di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.
I vantaggi del regime
L’adesione al Tax Control Framework opzionale consente di beneficiare di un importante effetto premiale:
non si applicano le sanzioni amministrative e penali in relazione ai rischi fiscali preventivamente comunicati all’Agenzia delle Entrate tramite interpello, a condizione che:
- il contribuente si conformi al comportamento rappresentato nell’istanza;
- non siano presenti condotte simulatorie o fraudolente.
Si tratta quindi di uno strumento che rafforza la certezza fiscale e il dialogo preventivo con l’Amministrazione finanziaria.
Durata e modalità di adesione
L’opzione ha una durata biennale, è irrevocabile e si rinnova automaticamente per ulteriori due periodi d’imposta, salvo revoca espressa.
Il modello di adesione, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, deve essere:
- sottoscritto dal contribuente;
- trasmesso esclusivamente via PEC;
- indirizzato all’Ufficio competente della Direzione Centrale Grandi contribuenti e internazionale, che gestisce in via esclusiva l’istruttoria.
Considerazioni finali
Il Tax Control Framework opzionale rappresenta un’ulteriore evoluzione verso un modello di compliance fiscale avanzata, basato su trasparenza, prevenzione del rischio e dialogo con l’Amministrazione.
Per le imprese strutturate, anche di dimensioni medio-piccole, può costituire un’opportunità strategica per migliorare la governance fiscale e ridurre l’esposizione sanzionatoria.