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Partecipate pubbliche: proposta di quote riservate ai giovani negli organi societari

8 set 2026

È stata presentata alla Camera una proposta di legge che introduce quote minime riservate ai professionisti under 43 negli organi di amministrazione e controllo delle società a partecipazione pubblica. L'obiettivo è favorire il ricambio generazionale e valorizzare competenze specialistiche in ambiti quali digitalizzazione, cybersecurity, sostenibilità ed ESG.

È attualmente all'esame della Camera una proposta di legge finalizzata a promuovere l'ingresso di giovani professionisti nelle governance delle società a partecipazione pubblica, intervenendo sia sugli organi amministrativi sia sugli organi di controllo.

Il testo prevede che almeno un quinto dei componenti dei consigli di amministrazione sia costituito da professionisti under 43, mentre nei collegi sindacali dovrà essere riservato almeno un terzo dei sindaci effettivi nei collegi composti da tre membri oppure un quinto nei collegi composti da cinque componenti.

Per gli incarichi negli organi amministrativi, i candidati dovranno dimostrare competenze specifiche in settori ritenuti strategici per la modernizzazione della governance pubblica, tra cui digitalizzazione, cybersecurity, sostenibilità, ESG, governo societario e attuazione del PNRR. Tali requisiti potranno essere documentati attraverso precedenti esperienze professionali o percorsi formativi qualificati.

La proposta introduce inoltre specifici obblighi di trasparenza. Le amministrazioni pubbliche partecipanti dovranno pubblicare entro dieci giorni dalla nomina il nominativo del designato, il curriculum professionale, la fascia di età e le eventuali motivazioni in caso di mancato rispetto delle quote generazionali previste.

È previsto anche un sistema di monitoraggio affidato al Ministro per la Pubblica Amministrazione, chiamato a riferire periodicamente al Parlamento sul livello di attuazione della riforma e sugli effetti prodotti in termini di qualità, innovazione ed efficienza della governance delle partecipate.

Qualora la proposta fosse approvata, le amministrazioni avrebbero sei mesi di tempo per adeguare gli statuti societari, mentre le nuove disposizioni si applicherebbero a partire dal primo rinnovo degli organi sociali successivo a un anno dall'entrata in vigore della legge.

Per le società partecipate e per i professionisti interessati agli incarichi negli organi societari si tratta, allo stato, di una proposta normativa ancora in fase parlamentare. Tuttavia, l'iniziativa conferma una crescente attenzione del legislatore verso il tema del ricambio generazionale nelle funzioni di amministrazione e controllo e potrebbe ampliare, in futuro, le opportunità di accesso agli incarichi per i professionisti più giovani.

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