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Tassonomia sociale e governance aziendale: pubblicato il nuovo documento CNDCEC–FNC.

Feb 9, 2026

Il CNDCEC e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Social taxonomy e fattore G”, primo approfondimento dedicato alla relazione tra tassonomia sociale, governance aziendale e sostenibilità. Il lavoro illustra il ruolo della governance partecipativa come leva per rendere effettivi gli obiettivi sociali previsti dalla futura tassonomia europea.

Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno diffuso un documento di indirizzo dedicato al rapporto tra tassonomia sociale e governance aziendale, con l’obiettivo di fornire un contributo tecnico nell’ambito degli sviluppi normativi europei in materia di sostenibilità. Il lavoro nasce nel contesto dell’intensa evoluzione regolatoria introdotta dal Green Deal e dalle iniziative collegate alla finanza sostenibile, tra cui CSRD, SFDR, EU Taxonomy e pacchetto “Omnibus” di semplificazione. 

Secondo il documento, la tassonomia sociale – tuttora in fase di definizione da parte della Commissione europea – mira a classificare le attività economicamente e socialmente rilevanti sulla base di obiettivi quali lavoro dignitoso, benessere degli utenti finali e comunità inclusive.

La componente di governance (fattore G) assume un ruolo determinante nel rendere concretamente attuabili tali obiettivi: una governance democratica e partecipativa, fondata su trasparenza, coinvolgimento degli stakeholder e presidi etici robusti, rappresenta secondo CNDCEC e FNC un elemento abilitante per dare sostanza alle metriche sociali richieste dalla tassonomia. Allo stesso tempo, la tassonomia sociale può rafforzare i meccanismi di governance, orientando l’impresa verso decisioni più coerenti con i propri impatti sociali e migliorando la qualità dell’informativa ESG, in particolare in relazione allo standard ESRS G1 sulla condotta d’impresa.

Il documento evidenzia inoltre come l’integrazione dei fattori sociali e di governance negli assetti OAC (organizzativi, amministrativi e contabili) rappresenti una condizione necessaria per garantire continuità aziendale, prevenire rischi ESG – inclusi quelli reputazionali e di compliance – e rispondere alle crescenti richieste degli operatori finanziari in termini di trasparenza e accountability. Le riflessioni proposte intendono alimentare il dibattito su quali strumenti di comunicazione la governance dovrebbe adottare per migliorare la qualità dei propri impatti sociali e su come la tassonomia sociale possa contribuire a una rappresentazione più efficace e misurabile della sostenibilità d’impresa.

Link al documento
 

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