
Codice degli incentivi: il nuovo quadro operativo già applicabile dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 è entrato in vigore il Codice degli incentivi, che ha ridisegnato in modo organico le regole della finanza agevolata. La riforma ha uniformato procedure e criteri di accesso, ma non si applica indistintamente a tutte le tipologie di agevolazioni, con rilevanti implicazioni operative.
Con l’entrata in vigore del D.lgs. n. 184/2025, il sistema degli incentivi alle imprese ha subito una profonda razionalizzazione, superando la precedente frammentazione normativa e introducendo un quadro unitario per la gestione delle misure agevolative. Il Codice non ha istituito nuovi incentivi, ma ha disciplinato in modo organico i principi, le procedure e la governance dell’intero sistema.
Dal punto di vista applicativo, il Codice si applica a tutte le forme di agevolazione che richiedono una valutazione amministrativa o istruttoria, tra cui:
- contributi a fondo perduto (in conto capitale, impianti, gestione o interessi);
- finanziamenti agevolati e strumenti rimborsabili;
- garanzie pubbliche su operazioni finanziarie;
- interventi nel capitale di rischio (equity e quasi equity);
- incentivi fiscali e contributivi quando subordinati a un procedimento valutativo.
Al contrario, il Codice non si applica:
- agli incentivi fiscali automatici (es. crediti d’imposta fruibili in compensazione senza istruttoria);
- agli incentivi fiscali in materia di accise;
- in via generale, alle misure prive di valutazione discrezionale della PA;
- agli incentivi contributivi, salvo specifiche disposizioni (es. norme anti-delocalizzazione).
Questo perimetro applicativo è rilevante perché determina, in concreto, quali strumenti sono soggetti alle nuove regole di accesso, monitoraggio e controllo e quali continuano a seguire le discipline di settore.
Sotto il profilo operativo, la riforma ha già prodotto effetti immediati:
- è stata introdotta una struttura standard dei bandi (bando-tipo), con contenuti uniformi (requisiti, criteri di valutazione, cumulo, revoche), riducendo l’incertezza interpretativa;
- è stato avviato un sistema di programmazione pluriennale, che consente una pianificazione più prevedibile degli investimenti;
- è stato istituito il Sistema Incentivi Italia, orientato alla digitalizzazione e alla verifica preventiva dei requisiti;
- è stato rafforzato il coordinamento tra amministrazioni tramite il Tavolo permanente degli incentivi.
Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l’ampliamento dei soggetti beneficiari: il concetto di “impresa” è stato esteso anche ai lavoratori autonomi, i quali, già dal 2026, possono accedere alle agevolazioni alle medesime condizioni delle PMI, salvo requisiti non compatibili con l’attività professionale.
Sul piano della gestione operativa, il Codice ha inoltre introdotto:
- verifiche preventive più stringenti, come la regolarità contributiva già in fase di domanda;
- condizioni di accesso aggiuntive, tra cui l’obbligo di copertura assicurativa per rischi catastrofali (la cui assenza comporta esclusione);
- criteri premiali obbligatori, che incidono concretamente sulla probabilità di ottenere l’agevolazione;
- un sistema più rigoroso di revoca e monitoraggio, con controlli anche in fase successiva all’erogazione.