
Novità rilevanti sul fronte degli incentivi agli investimenti 4.0. Con il DL 38/2026, il legislatore interviene sulla disciplina dell’iperammortamento introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, eliminando il vincolo territoriale “Made in UE” per i beni 4.0.
Addio al requisito di fabbricazione europea
La principale novità riguarda i beni materiali e immateriali 4.0: a decorrere dal 1° gennaio 2026, non è più richiesto che tali beni siano fabbricati in Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.
L’abrogazione del requisito territoriale opera retroattivamente dalla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio, con un effetto importante: possono accedere all’iperammortamento anche gli investimenti effettuati prima dell’emanazione del DL 38/2026, purché i beni siano destinati a strutture produttive situate in Italia.
Di conseguenza, le imprese possono oggi finalizzare investimenti 4.0 anche presso fornitori extraeuropei, ampliando in modo significativo le possibilità di approvvigionamento.
Resta il vincolo UE per il fotovoltaico
Diverso il trattamento per gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare per gli impianti fotovoltaici.
Per questi beni, il vincolo geografico rimane:
- i moduli e le celle devono essere di origine UE;
- sono richiesti specifici livelli minimi di efficienza (almeno 23,5% per le celle e 24% per determinate tipologie di moduli bifacciali o tandem).
La distinzione conferma quindi un doppio regime: liberalizzazione per i beni 4.0 “industriali”, ma vincoli stringenti per il comparto energetico.
Decorrenza e periodo agevolabile
Per accedere all’iperammortamento:
- i beni devono essere acquistati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028;
- rileva, come in passato, la data di consegna o spedizione del bene (o, nei contratti complessi, quella di trasferimento della proprietà).
Particolare attenzione è richiesta per:
- beni realizzati in appalto;
- contratti che prevedono il passaggio di proprietà solo dopo collaudo;
- investimenti avviati nel 2025 ma conclusi nel 2026.
Incompatibilità con i crediti d’imposta 4.0
Per gli investimenti effettuati nel primo semestre 2026, è inoltre necessario verificare l’assenza di cumulo con i crediti d’imposta 4.0 previsti dalla Legge 207/2024: tali investimenti sono infatti esclusi dall’iperammortamento.