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Credito d’imposta Design 2026: proroga confermata e vantaggio immediato per le imprese.

Mar 13, 2026

La Legge di Bilancio 2026 conferma e proroga il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica, una misura strategica a sostegno della competitività e dell’innovazione del Made in Italy.

Il credito design, originariamente istituito dall'art. 1, c. 202 L. 160/2019 (legge di Bilancio 2020), è destinato a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente da forma giuridica, dimensione o settore di appartenenza. L’obiettivo del legislatore è valorizzare la fase creativa e progettuale che precede la produzione industriale, riconoscendo il ruolo centrale del design nello sviluppo dei prodotti.

La proroga riguarda il periodo d’imposta 2026 ed il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10% dei costi ammissibili, calcolati al netto di eventuali contributi o sovvenzioni ricevuti.

Sono previsti due limiti fondamentali:

  • massimale per impresa: il credito non può superare 2 milioni di euro per ciascun beneficiario (da ragguagliare ad anno in caso di esercizi non coincidenti con l’anno solare);
  • plafond nazionale: lo stanziamento complessivo è pari a 60 milioni di euro per il 2026.

Rientrano tra le spese ammesse al beneficio:

  • il personale dipendente o autonomo impiegato nelle attività di design e ideazione estetica;
  • le quote di ammortamento e i canoni di locazione dei beni strumentali utilizzati;
  • i costi per contratti di ricerca e consulenza esterna;
  • materiali e forniture necessari alla realizzazione di prototipi e campionari.

L’aspetto più rilevante del credito in oggetto riguarda le modalità di utilizzo. A differenza di molte agevolazioni che prevedono una ripartizione pluriennale, il credito design potrà essere utilizzato in compensazione in un’unica quota annuale, tramite modello F24.

Questo consente alle imprese di ottenere un beneficio immediato sui flussi di cassa, rendendo l’agevolazione particolarmente interessante anche in ottica di pianificazione finanziaria.

 Adempimenti e documentazione: attenzione alla compliance

La fruizione del credito non è automatica e richiede il rispetto di precisi obblighi documentali, tra cui:

  • certificazione contabile: i costi sostenuti devono essere obbligatoriamente certificati dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non soggette per legge a revisione legale, la certificazione deve essere rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione iscritti nel registro. Per le imprese non obbligate alla revisione legale, le spese sostenute per la certificazione sono riconosciute in aumento del credito d’imposta, entro il limite massimo di 5.000 euro;
  • relazione tecnica illustrativa, che descriva in modo analitico i progetti di design, le fasi del processo creativo e i risultati ottenuti;
  • conservazione della documentazione (fatture, contratti, prospetti di calcolo, fogli presenza), indispensabile in caso di controlli dell’Amministrazione finanziaria.

La mancanza o l’inadeguatezza della documentazione può comportare la decadenza dall’agevolazione.

 

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