
Il Governo italiano ha avviato il negoziato con la Commissione UE per una nuova proroga triennale dello split payment IVA, attualmente in scadenza il 30 giugno 2026. Il primo via libera tecnico è già arrivato e la decisione finale del Consiglio UE è attesa entro giugno. La misura continuerebbe ad applicarsi a circa 5.300 enti e società pubbliche.
Il meccanismo della scissione dei pagamenti (split payment), che impone ai fornitori della Pubblica Amministrazione di incassare il corrispettivo al netto dell’IVA, con versamento dell’imposta direttamente all’Erario da parte dell’ente pubblico, si avvia con elevata probabilità verso una quarta proroga triennale. L’attuale autorizzazione europea, concessa il 25 luglio 2023, è valida fino al 30 giugno 2026, ma il confronto in corso con la Commissione UE appare in fase avanzata.
Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, la Direzione generale Fiscalità e Unione doganale ha già espresso un parere tecnico favorevole, aprendo la strada alla proposta di decisione di esecuzione che dovrà essere approvata dal Consiglio UE entro la fine di giugno, così da evitare soluzioni di continuità. La proroga consentirebbe di mantenere in vigore lo split payment fino al 30 giugno 2029.
La misura continua a essere considerata strategica nel contrasto all’evasione IVA. I dati più recenti indicano che nel 2025 lo split payment ha garantito versamenti per circa 19 miliardi di euro, con un incremento dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Inserito in un più ampio “pacchetto” di strumenti – insieme a fatturazione elettronica e corrispettivi telematici – il meccanismo ha contribuito in modo significativo alla riduzione del tax gap IVA registrata negli ultimi anni.
Permangono tuttavia le criticità finanziarie per le imprese fornitrici della PA, che subiscono un impatto negativo sulla liquidità per effetto del mancato incasso dell’IVA esposta in fattura. Non a caso, nei precedenti negoziati l’Italia si era impegnata a non richiedere ulteriori rinnovi; impegno poi superato alla luce dell’efficacia dimostrata dalla misura e delle sinergie con gli altri presidi di controllo.
Sul piano operativo, in attesa della decisione formale dell’Unione europea, restano invariati gli obblighi applicativi per i fornitori degli enti soggetti a split payment. Le imprese interessate dovranno continuare a tenere conto degli effetti finanziari e valutare, ove possibile, strumenti di compensazione o di pianificazione dei flussi IVA.