
Sostenibilità: al via i nuovi standard europei tra semplificazione degli ESRS e valorizzazione dell’informativa volontaria
L’Unione europea ha completato la revisione del quadro normativo sulla rendicontazione di sostenibilità con l’introduzione degli ESRS semplificati e di un nuovo standard volontario destinato alle imprese non soggette agli obblighi CSRD. La strategia europea punta a ridurre gli oneri di compliance, mantenendo al centro la qualità e la significatività delle informazioni ESG.
Con la pubblicazione dei regolamenti delegati (UE) 2026/1560 e 2026/1563 prende forma il nuovo assetto del reporting di sostenibilità europeo. Da un lato viene introdotto uno standard volontario, basato sul VSME, destinato alle imprese che non superano i 1.000 dipendenti; dall'altro viene pubblicata la nuova versione semplificata degli ESRS applicabili ai soggetti tenuti alla rendicontazione di sostenibilità. Gli standard semplificati si applicheranno agli esercizi 2027, con possibilità di adozione anticipata già per il 2026.
La revisione non si limita alla riduzione dei data point richiesti. Uno degli elementi più significativi riguarda il riconoscimento del cosiddetto top-down approach, che consente alle imprese di valutare la rilevanza delle tematiche di sostenibilità partendo dalla strategia aziendale, dal modello di business, dal settore di attività e dalla catena del valore, senza dover necessariamente analizzare in modo autonomo ogni singolo impatto, rischio o opportunità. Rimane tuttavia invariata la centralità del principio della doppia rilevanza e della responsabilità del management nella selezione delle informazioni rilevanti.
Particolare rilievo assume inoltre il concetto di fair presentation: la qualità dell'informativa non viene valutata sulla singola disclosure ma sulla capacità della dichiarazione nel suo complesso di rappresentare correttamente il profilo di sostenibilità dell'impresa. Qualora gli standard non siano sufficienti a descrivere adeguatamente la realtà aziendale, sarà necessario integrare l'informativa con informazioni specifiche dell'impresa (entity-specific).
Parallelamente, la riduzione del numero di imprese obbligate alla rendicontazione viene bilanciata dal rafforzamento dell'informativa volontaria. Il nuovo standard unionale è stato concepito per fornire un modello semplice e proporzionato alle imprese escluse dal perimetro CSRD, agevolando al contempo i rapporti informativi con banche, investitori e controparti della catena del valore. Il messaggio che emerge dalla riforma è chiaro: diminuisce il peso dell'adempimento formale, ma aumenta l'attenzione sulla qualità, sulla trasparenza e sulla capacità delle informazioni ESG di supportare le decisioni economiche degli stakeholder.